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Il seggio vacante di J.K. Rowling Recensioni libro 

Il seggio vacante di J.K. Rowling Recensioni libro

Non ha senso nasconderlo, perché chi mi conosce già lo sa: ho divorato i primi sei libri con Harry Potter, ho odiato il settimo e ho guardato con passione le discussioni attraverso i fandom, tutte alle età le cose fanno bene all’uomo . Ma non ero molto interessata a Il seggio vacante quando l’ho saputo: temevo che la Rowling, per la quale non nutro molta simpatia dopo Harry Potter, seguisse le orme degli autori che scrivere un buon libro e poi approfittare della notorietà per vendere al pubblico prigioniero ogni sorta di sciocchezze.


Il seggio vacante di J.K. Rowling Recensioni libro


Ma ho fatto bene ad acquistare (con uno sconto, è vero) il libro Il seggio vacante. Sapevo già che era un libro per adulti e non aveva nulla a che fare con Harry Potter, e le prime pagine mi hanno fatto dimenticare completamente di aver letto qualcosa sulla Rowling prima. Il soggetto del romanzo è più piccolo: la storia dell’elezione di un nuovo consigliere comunale dopo la morte del suo predecessore.

Anche l’ambientazione è minuscola: una piccola cittadina britannica dove tutti si conoscono. E i personaggi sono molto ordinari: medici di famiglia, proprietari di alimentari, insegnanti delle scuole superiori della città e i loro figli adolescenti.

Il seggio vacante libro recensione

Ho letto molti libri sulla vita nella provincia e l’atmosfera è in gran parte la stessa: conflitti cocenti, piccole liti con impatto puramente locale, famiglie più o meno felici e un confine in gran parte autoimposto unito alla bizzarra impressione che le questioni più importanti della gente sono quelli del domicilio.


Se la Rowling fosse rimasta con il perfetto borghese di Pagford, la città immaginaria in cui si svolge la storia, sarebbe uscita una commedia come quelle di David Lodge o Alison Lurie: storie familiari intrecciate volte a far luce sul modo stupido in cui le persone della classe media da un lato del mondo vivono.

Ma c’è un problema a Pagford: alla periferia della città c’è un fatiscente quartiere di edilizia popolare dove vivono poveri, tossicodipendenti, genitori degenerati e bambini violenti. E i pacifici abitanti di Pagford non possono essere rassicurati dai comuni vizi borghesi.


La Rowling fa un ottimo lavoro nel giustapporre la storia della brava gente di Pagford con quella dei poveri che vivono accanto a loro, del contrasto tra la commedia borghese e il sordido dramma del sobborgo povero.

Ci sono poche connessioni tra i due mondi: prima Krystal Weedon, la figlia di una donna eroina che crede di poter salvare suo fratello minore, e poi Stuart Wall, il figlio del vicepreside del liceo, che crede di poter vivere una vita “autentica” in fuga dalle comodità e scegliendo la pegra. Dall’incontro dei due e dall’indifferenza selettiva degli adulti che li circondano nasceranno, alla fine, dolore, odio e morte.


Il seggio vacante ti cattura attraverso l’umorismo dall’inizio, attraverso la commedia della morale, ma verso la fine non è affatto felice. Come per lavare la sua immagine di una autrice di libri per i bambini, Rowling si tuffa in acque oscure e non ha paura di calpestare molte sensibilità. Il bello è che non prende più aria di quanto meriti: mi è stato chiaro, alla fine, che ha scelto un argomento su cui ha qualcosa da dire, e comunque con veemenza e credibilità.

Recensioni Il seggio vacante libro

Le recensioni che ho trovato sui giornali stranieri riflettono, almeno secondo me, lo stupore dei critici che devono lavorare con più di un insieme di strumenti: abbiamo un autore di libri pieni di magia che pubblica un romanzo duro, pieno di parole dure e cose brutte.

E che improvvisamente afferma di avere qualcosa da dire sulla società britannica contemporanea, di meritare un posto nello scaffale più nobile degli scrittori di narrativa seri. Il verdetto della maggior parte dei critici è che Il seggio vacante è così e così – cioè, è buono, ma non è quello che volevano dalla Rowling.


A me, al contrario, Il seggio vacante mi è sembrato un libro molto migliore delle recenti nomination ai Booker : è più fresco, meno educato alle critiche, più libero. La Rowling può permettersi di dire certe cose che sono estremamente scomode per l’establishment britannico, senza scrivere un opuscolo per questo e senza annoiarsi. Si permette persino di scrivere molto meglio che in Harry Potter, di giocare con l’inglese e di uscire vincitore per la maggior parte del tempo.


Infine, mi sembra che Il seggio vacante sia il compagno di un altro genere e di un altro mondo della storia del ragazzo che è sopravvissuto – la storia di una persona speciale che lotta per salvare un mondo e fallisce, la storia della ragazza che è morta. Di cosa sarebbe successo a Harry Potter se la magia non fosse esistita (in realtà cosa succede a molti bambini dato che la magia non esiste). Ma questa è una discussione per appassionati, ovviamente.


Mi è chiaro che Il seggio vacante non avrà il successo dei libri di Harry Potter – molti si lamenteranno di volere qualcos’altro, molti critici che le accarezzavano il cuoio capelluto quando scrivevano libri per bambini lo prenderanno dall’alto, moltissimi diranno che lui avrebbe dovuto pubblicare il romanzo sotto pseudonimo per vedere che meritava di essere pubblicato.

Ma mi è chiaro che la Rowling può diventare un’autrice seria di libri per adulti, e che chi l’ha messa nella scatola riservata agli autori leggeri avrebbe dovuto ingoiare la chiave se voleva tenerla lì.

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