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Io l’amavo di Anna Gavalda Recensioni libro 

Anna Gavalda è un’autrice orribile. Orribilmente buona… te lo dico io! Ascoltami. Questa donna è un pezzo di sanguisuga letteraria che si posa sulla sua anima e ti tiene stretto come uno scorpione femminile. Non arrenderti finché non hai letto tutto. È pazza, che strada-valle! E scrive così bene e semplicemente che mi spaventa. Mi spaventa, capisci? E fa bene. Mi piace. Molto.


(Sono passati 16 minuti da quando ho scritto questo testo. Non posso lasciarlo per domani. Un buon testo è come un pensiero. Come un’idea. Come un’ispirazione spudorata. Ora ce l’hai e domani è troppo tardi.)

Recensioni Io l'amavo di Anna Gavalda

171. Esattamente tante pagine contano il libro che ho iniziato a leggere un mese fa, che ho lasciato disinteressatamente sul comodino e al quale sono tornata solo oggi.

Il protagonista di questo romanzo è l’uomo. Un uomo di 65 anni che si considera vecchio, fallito e infelice. L’argomento del libro riguarda, l’incapacità dell’uomo di essere se stesso e, soprattutto, la sua incapacità di essere felice. SCEGLIERE di essere felici. Comprendiamo che noi, le persone, siamo profondamente abbandonati al dolore, alla sofferenza e alla disperazione in lacrime. Ci piace soffrire. Ammetiamolo!


Praticamente tutto il libro è un dialogo. Devo anche confessare che fino ad oggi decisamente non mi piacevano i dialoghi per iscritto. Perché i miei occhi si sono stancati, in qualche modo ho rallentato, sono inciampata, se vuoi. Ma oggi ho cambiato idea. Ho letto un dialogo Gavaldiano che mi ha tolto il fiato, mi ha inchiodato a letto e mi ha raffreddato 3 tè di fila che ho preparato e così via e non li ho mai più bevuti.

L’intero libro è un dialogo delizioso, sincero e mediocre, tra il suocero e sua nuora, due vecchi amici pieni di cicatrici. Nora è stata recentemente abbandonata dal marito. Del suo figlio.


Il dialogo si svolge davanti al fuoco, spruzzato di vino, con sincerità e con sufficienti dosi di odio e sofferenza per se stessi. Racconta a questa donna, Chloe, che sembra il suo primo amore, la sua storia d’amore. Fino a quella sera, Chloe-sofferente credeva che fosse solo uno stupido vecchio con cui non si può scambiare una parola umana. Ma lei lo riscopre romanticamente, affettuosamente, con calma, con rimpianti, con un’anima calda e si dichiara “stupita”.

Questo vecchio che si prende cura di lei, anche se avrebbe potuto liberamente non farlo, si spezza e indirettamente spiega che quando ami devi lottare per il tuo amore. NON devi essere codardo. NON dovresti preferire la comodità. Ma devi combattere con tutto il tuo essere, per ciò che ami. Lui Non ha combattuto. Lei forse sta ancora combattendo. Lo scoprirai.


Il dialogo è dinamico e noioso. Profondamente drammatico, ha un tono proprio giusto per tenerti sempre in sospeso, ogni momento quando pensi che sia pronto, qui è troppo duro e troppo bello per continuare a leggere. Un libro sulla codardia. Sull’amore. Sul nostro potere di prendere decisioni al momento giusto. Sulla vita e la felicità. A proposito di elezioni. Di tutto. Su ognuno di noi.


“L’amavo” di Anna Gavalda è un libro che consiglio con fiducia a tutti coloro che amano la lettura piena di gusto, succosa, vera, senza maschera, dolorosa, ma bella. Un libro che consiglio a tutti coloro che si abbandonano a sofferenze, delusioni, tradimenti e lacrime e rimpianti. Voglio dire, tutti. Di Anna Gavalda cercherò qualsiasi altro libro. Mi ha fatto ammalare. Apparentemente irrecuperabile. Sono molto buoni.

Buona lettura i miei cari viziosi!

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