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Recensioni Zuleika apre gli occhi di Guzel Yakhina 

Recensioni Zuleika apre gli occhi di Guzel Yakhina

La storia si svolge negli anni ’30, quando un mondo finisce in tragedia e un altro inizia per una donna, Zuleika, il cui marito viene ucciso. Zuleika Valieva è una donna tartara laboriosa, una donna forte, ma costretta a diventare la schiava del marito e della suocera. È come tante donne vissute prima di lei, abituate a chinare il capo davanti all’uomo che ha diritto alla vita e alla morte sulla donna.


Recensioni Zuleika apre gli occhi di Guzel Yakhina


Quando un ufficiale dell’Armata Rossa, incaricato di smantellare, uccide suo marito, tutte le convinzioni di Zuleika vengono capovolte. È costretta a intraprendere il lungo viaggio della deportazione e scopre, sul treno che la porta al gelato siberiano, di essere incinta del quinto figlio che decide di proteggere a rischio della propria vita.


Fa un viaggio lungo e tortuoso con contadini e intellettuali senza scrupoli di Leningrado, detenuti di common law, musulmani e cristiani, credenti e atei, russi, tartari, tedeschi e sacerdoti. Una volta in quel luogo deserto, scoprono sulla loro pelle che la natura è spietata.

Zuleika apre gli occhi recensioni libro

Inconsapevolmente, il comandante del campo di lavoro allestito qui è l’assassino di suo marito, Ivan Ignatov. Non vuole questo ma deve. In questo viaggio Ignatov e Zuleika finiscono per intersecare il loro percorso, dando vita ad una passione e ad un rapporto completamente diverso. Gli anni trascorsi insieme li cambiano e cambia anche il rapporto tra capo e detenuto.


Nell’infida Valle dell’Indifferenza… Dai, mamma, continua!’ ‘Nell’infida Valle dell’Indifferenza ne morirono più che altrove: tutti coloro che nel proprio cuore non riuscivano a trovare un equilibrio fra dolore e gioia, fra odio e amore, fra amici e nemici, fra vivi e morti’. Per Zuleika quello è il punto più oscuro di tutta la storia. Come si può dare lo stesso peso al bene e al male e ritenerla, per di più, una cosa giusta e necessaria? Juzuf, invece, fa ‘sì-sì’ con la testa al ritmo dei passi: è tutto chiaro, per lui.


Non aveva idea di come amare una donna. Si possono amare solo grandi cose: la Rivoluzione, il Partito, la Patria. E la donna? Come puoi esprimere con la stessa parola cosa provi per due cose così diverse: mettere una donna normale e la Rivoluzione sullo stesso piatto della bilancia? ”


Il romanzo è diviso in quattro parti distinte, ognuna delle quali ci introduce alle fasi della vita di Zuleika. Sebbene Zuleika inizialmente voglia suicidarsi quando scopre di essere incinta, pensa ancora e decide di dare una possibilità al figlio non ancora nato. Ha perso altri 4 figli, motivo per cui sua suocera la odiava così tanto.


Una volta in Siberia, si formò una comunità che durò più di 20 anni. Amore, tradimento, passione, disperazione, l’intera gamma caleidoscopica delle emozioni e dei sentimenti più complessi è messa in primo piano dal lettore. La lotta per la sopravvivenza, il trionfo della vita, l’insidioso tradimento tra i condannati. Sinceramente non mi aspettavo che fosse così, i primi capitoli non mi convincevano molto, ma strada facendo tutto è cambiato.


La storia è complessa, completa e inaspettata. Il finale del libro ha una grande carica emotiva, ma lascia comunque un barlume di speranza. Un libro molto interessante che ci fa capire che non stiamo vivendo i momenti più difficili della storia, vista la pandemia.

Se non l’avete ancora letto, ve lo consiglio vivamente, soprattutto se vi piacciono i libri di questo genere.

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